Le Imprese di nuova generazione

Companies Le Imprese di nuova generazione

Si può parlare di generazioni di azienda, oltre che a generazioni in azienda?

sintesi

Parlare di generazioni in azienda è sicuramente importante. Trovo altrettanto importante, però, parlare di generazioni di azienda. Quando parlo di fenomeno generazionale di impresa intendendo parlare di quelle organizzazioni capaci di trasformarsi, evolversi e rinnovarsi rispetto ad un contesto in costante mutamento. Un’impresa può invecchiare, può rimanere nel passato, può appartenere a un’altra generazione, oppure può costantemente modificare se stessa, ringiovanire, per essere sempre in grado di soddisfare le esigenze dei propri clienti e dei propri dipendenti. Dove la parola chiave è ‘costantemente’. I processi di cambiamento non vanno, infatti, avviati solo se c’è qualcosa che non va, se qualcosa non torna, ma devono essere continuamente attivi in background. Perché restare fermi significa scomparire. C’è un detto che sembra adattarsi bene a quello che facciamo in Decathlon: “Il tetto va riparato quando non piove”. Anche quando l’azienda va bene, non bisogna essere spaventati dal cambiamento, bisogna impegnarsi per farlo accadere in maniera capillare, senza dimenticarsi dei valori alla base della cultura aziendale. La capillarità si può raggiungere solo abilitando ogni livello organizzativo a fare scelte, senza paura di fare errori o fallire. Si devono quindi abbattere i silos rigidi per creare aree d’azione permeabili nelle quali i lavoratori siano invitati a partecipare alla vita d’impresa e dell’impresa in maniera cross. In Decathlon applichiamo il concetto di sussidiarietà, secondo il quale è necessario avvicinare le decisioni al punto d’impatto delle decisioni stesse. Per raggiungere quest’obiettivo abbiamo agito in diverse direzioni. Abbiamo fatto in modo che chiunque possa partecipare e contribuire attivamente; abbiamo organizzato diversi workshop nei quali partecipare in maniera fisica e digitale, per permettere a ciascuno di esprimersi rispetto a diversi argomenti dell’universo aziendale; abbiamo ridefinito il concetto di Management, immaginandolo come una ‘T’ nella quale la parte verticale rappresenta il mestiere specifico di ogni individuo, la parte orizzontale descrive il valore che ciascuno può dare all’azienda, quel qualcosa in più che si può mettere a disposizione di tutti (talento, conoscenza, passione). D’altra parte, in un mondo sempre più social, dove le persone, tutte le mattine appena sveglie, prendono in mano uno smartphone che non si spegne mai, e fotografano la propria colazione, o mettono un like alla foto di un amico, o comunicano la qualità del loro sonno, in un mondo dove di continuo si esternano le proprie emozioni, le proprie volontà, i propri pareri, è evidente l’esigenza di ognuno di potersi esprimere. E quindi un’impresa che vuole appartenere a una nuova generazione deve sapersi adattare, liberarsi, cambiare e aiutare le proprie persone a cambiare, dando loro la possibilità di comunicare le proprie idee. È necessario, quindi, incentivare la libertà espressiva e favorire le iniziative dei dipendenti, creando una cultura che celebra il diritto all’errore, non solo per esorcizzare la paura di sbagliare e nutrire l’imprenditorialità dei collaboratori, ma anche per far sì che ciascuno possa imparare dagli sbagli altrui. Più le persone di un’azienda sono abilitate a innovare l’azienda stessa dall’interno, più questa sarà in grado di adattarsi ai cambiamenti del contesto saltando da una generazione all’altra con abilità e costanza. Decathlon come un maratoneta dell’innovazione dunque, sempre in movimento, si rinnova a piccoli passi, con strategia e perseveranza, cambiando regolarmente. Per essere sempre un’azienda di nuova generazione. Per leggere altri articoli del Quaderno #11 clicca qui e scaricalo.

Weconomy book

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    Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato.

    Il primo mattone che ha dato il via al progetto Weconomy. Weconomy, L’economia riparte dal noi esplora i paradigmi e le opportunità dell’economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione. Grazie al mash-up di contributi internazionali e alla partecipazione di oltre 40 co-autori, Weconomy Book è un serbatoio di energia, pensieri, teorie, storie, pratiche e strumenti che ruotano attorno al tema del talento collettivo. Un incubatore informale e aperto al contributo di tutti, per immaginare, creare e continuare ad innovare il futuro dell’economia.

Magazine

  • Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Non esistono skill “a prova di futuro”. Perché, quando parliamo di abilità e competenze, in realtà parliamo di sviluppo delle persone.

    In questo Quaderno abbiamo affrontato il tema delle skill dal punto di vista sistemico, per esplorare ciò che ispira e motiva a imparare, a praticare nuovi comportamenti e innesca percorsi evolutivi che connettono persone e organizzazioni.

  • Robot: l'automazione è collaborativa?

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    R come Robot - Quali sono le possibili relazioni tra umani e tecnologia? Il tema è esplorato indagando in due sezioni le trasformazioni a livello sociale e aziendale. Una sezione dedicata alla mostra Posthuman (svoltasi durante la MDW 2017) conclude il quaderno. L'obiettivo di questo numero è quello di fornire spunti, quello di avviare un dialogo, di stimolare un'ulteriore esplorazione di diversi punti di vista.

  • Quid novi? Generazioni che collaborano

    Quid novi? Generazioni che collaborano

    Q come Quid Novi – Generazioni che collaborano. Il quaderno numero 11 di Weconomy si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica. Autori dalle età, competenze e mestieri diversi, per assicurare un punto di vista molteplice. Perché la collaborazione tra generazioni è un’opportunità.

  • POP Collaboration: Point Of Presence

    POP Collaboration: Point Of Presence

    P come P.O.P. Collaboration. Il decimo quaderno descrive lo spettro di significati assunti dall’io nei processi di collaborazione. 12 autori dai background diversi si interrogano sul ruolo dell’individuo che si riprogramma e si trasforma (Hyperself) e che collabora in maniera diffusa e spontanea, essendo consapevole del ruolo degli altri io coinvolti (Integrated Self). L’io come particella fondamentale della collaborazione.

  • Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo dall'astronauta, al medico, dal designer al community manager, tutte persone che lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta e alle opzioni, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

  • Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

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    N come Ne(x)twork, neologismo che gioca sulle parole next, work e network. Il Quaderno 8 è dedicato al futuro del lavoro e alla necessità che questo sia connesso e condiviso in modo continuo. Una condivisione che porta alla creazione del Flow (Flusso) che l’Impresa collaborativa ha il bisogno di saper dirigere, coordinare, stimolare ed eventualmente modificare in itinere.

  • Management: Cross, Self, Content

    Management: Cross, Self, Content

    M come Management. Il settimo Quaderno esplora le mutevoli dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto in tre atti di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) rappresentino le tre diverse dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.

  • Local: Talent, Community, Making

    Local: Talent, Community, Making

    L di Local.Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.

  • Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

    Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

    I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili scelte di valore per le Imprese.

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    La “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiano”.

  • Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

    Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

    C’è e soprattutto ci sarà ancora? Se ne parla in questo terzo Quaderno attraverso 3 parole chiave: Empowerment, Feedback, Gamification, aspetti fondamentali del retail collaborativo.

  • Design: (Re)shaping Business

    Design: (Re)shaping Business

    D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante l’evento Making Together.

  • Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Il quaderno dedicato alle prime lettere dell’alfabeto per l’Impresa collaborativa: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo e un senso condiviso.