I 7 saperi per essere protagonista

HR: Human (R)evolution I 7 saperi per essere protagonista

Una cassetta degli attrezzi per conoscere il presente. Sette saperi indispensabili da saper utilizzare.

sintesi

Nei percorsi formativi e nel responsabile progetto/processo personale di accumulazione della conoscenza è necessario che ciascuno sia in grado di utilizzare 7 saperi, come utensili indispensabili nella propria cassetta degli attrezzi. Elenchiamoli brevemente: 1. Sapere di non sapere. Il punto di partenza, la condizione basilare del cammino verso il sapere: la consapevolezza della parzialità, del “drammatico scarto” tra la grandezza della conoscenza e la limitatezza di ogni persona, di ogni umana capacità di accumulazione, trattamento ed utilizzo del sapere. Un approccio socratico, la convinzione necessaria per essere protagonista di un percorso infinito, verso la crescita costante della essenzialità, della semplicità, del piacere della conoscenza. 2. Sapere. La conoscenza, la accumulazione della capacità critica, progettuale, operativa, la possibilità di acquisire ed utilizzare gli sguardi dell’umanità passata e presente. Dal “sapere audi”, grido dell’illuminismo al dare valore alla conoscenza, al “cum ergo sum”, la consapevolezza di essere una persona plurale, di poter trovare se stessi solo se sono insieme, in relazione con l’altro. Oltre l’erudizione, oltre la memorizzazione, verso un cammino che ha al centro la costruzione della saggezza, della autenticità, della testimonianza. 3. Saper ascoltare. Un percorso di apprendimento difficilmente insegnato: ci si limita al saper sentire, al verificare l’efficienza dell’apparato di ricezione. Ascoltare è una predisposizione, un atteggiamento mentale, una apertura all’Altro: la disponibilità alla sintonia, all’incontro, al “completamento”, alla alchimia di un confronto, all’accoglienza, all’apertura, alla disponibilità. 4. Saper intuire. Esprimere l’atteggiamento, la predisposizione, la volontà di andare al di là del visibile, dell’epidermide, dell’immediato, alla ricerca dell’oltre, del profondo, del senso: uno “scavare dentro” alle situazioni, agli accadimenti, alle relazioni. In-tuitus, andare oltre l’apparire come la scelta, il desiderio di “portare alla luce”, di far nascere nuove ricchezze, nuovi punti di vista ed esprimere nuove sensibilità. 5. Saper fare. La capacità di utilizzare vari utensili, strumenti, tra i quali la tecnica e la tecnologia svolgono ancora il ruolo di mezzi, quando diventando “fini”, rischiano di utilizzarci come loro appendici: per questo vale la pena tradurre questo sapere come maestria, abilità, espressione più autentica delle rinascimentali arti & mestieri. Un insieme risultante dalla cultura, dalla ricerca, dall’esperienza, dall’errore, dalla intraprendenza, dalla pratica, concreta predisposizione alle soluzioni. 6. Saper essere. La consapevolezza della centralità dell’impegno polivalente verso se stessi, verso i propri referenti diretti, verso la collettività, verso le generazioni future: una tensione ed una pratica ad esercitare, esprimere la cittadinanza della responsabilità etica, sociale, culturale. La ricerca per esprimere la pienezza, il valore assoluto della propria esistenza che assume la dimensione plurale della condivisione, ripensando al detto junghiano che “Non posso essere me stesso, senza l’altra persona”. 7. Saper ben-essere. La consapevolezza del diritto alla felicità, alla gioia, al senso, alla piena realizzazione del proprio universo desiderante, come condizione-aspirazione centrale nella vita. Un patrimonio emotivo di sensazioni, di immagini, di memorie, situazioni tendenti alla soddisfazione profonda della persona, attraverso la sua libertà espressiva, la sua creatività, la sua serendipità, senza mai dimenticare l’importante consiglio del “Che”: bisogna essere duri, senza perdere la tenerezza.

Weconomy book

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    Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato.

    Il primo mattone che ha dato il via al progetto Weconomy. Weconomy, L’economia riparte dal noi esplora i paradigmi e le opportunità dell’economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione. Grazie al mash-up di contributi internazionali e alla partecipazione di oltre 40 co-autori, Weconomy Book è un serbatoio di energia, pensieri, teorie, storie, pratiche e strumenti che ruotano attorno al tema del talento collettivo. Un incubatore informale e aperto al contributo di tutti, per immaginare, creare e continuare ad innovare il futuro dell’economia.

Magazine

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    Trash. Sconfiggiamo la vendita-spazzatura

    In questo Quaderno indaghiamo le origini del trash. Che, per noi, nascono da quella vendita che non risolve problemi reali e concreti. L'antidoto è una vendita circolare e infinita, che trae il massimo vantaggio moltiplicando i punti di contatto con il Cliente, coinvolgendolo e generando una visione condivisa tra persone e organizzazioni.

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    Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Non esistono skill “a prova di futuro”. Perché, quando parliamo di abilità e competenze, in realtà parliamo di sviluppo delle persone.

    In questo Quaderno abbiamo affrontato il tema delle skill dal punto di vista sistemico, per esplorare ciò che ispira e motiva a imparare, a praticare nuovi comportamenti e innesca percorsi evolutivi che connettono persone e organizzazioni.

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    Robot: l'automazione è collaborativa?

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    Q come Quid Novi – Generazioni che collaborano. Il quaderno numero 11 di Weconomy si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica. Autori dalle età, competenze e mestieri diversi, per assicurare un punto di vista molteplice. Perché la collaborazione tra generazioni è un’opportunità.

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    POP Collaboration: Point Of Presence

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  • Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

    Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

    N come Ne(x)twork, neologismo che gioca sulle parole next, work e network. Il Quaderno 8 è dedicato al futuro del lavoro e alla necessità che questo sia connesso e condiviso in modo continuo. Una condivisione che porta alla creazione del Flow (Flusso) che l’Impresa collaborativa ha il bisogno di saper dirigere, coordinare, stimolare ed eventualmente modificare in itinere.

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    M come Management. Il settimo Quaderno esplora le mutevoli dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto in tre atti di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) rappresentino le tre diverse dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.

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    L di Local.Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.

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    I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili scelte di valore per le Imprese.

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    La “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiano”.

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    Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

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    D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante l’evento Making Together.

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    Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Il quaderno dedicato alle prime lettere dell’alfabeto per l’Impresa collaborativa: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo e un senso condiviso.