Allenare la resilienza. Un percorso Auto, Beta, Co

People Allenare la resilienza. Un percorso Auto, Beta, Co

Questo pezzo ci accompagna nell’esplorazione delle ‘tecniche di resilienza’ per sopravvivere al contemporaneo.

sintesi

Per resilienza si intende la capacità di un individuo di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e agli “urti” della vita (personale o professionale), riorganizzando efficacemente le proprie risorse. A proposito della “A di Auto” nel cui segno si è aperta questa stessa collana di Quaderni, il tema della resilienza è collegabile ad altri due concetti che, derivando da contesti differenti, ne arricchiscono ancor più il senso: l’autoregolazione organismica e l’autopoiesi. Si parla di autoregolazione organismica per indicare la capacità dell’organismo di (ri)trovare nuovi assetti per mantenere il sistema in equilibrio; tale adattamento creativo è una proprietà insita nella natura degli esseri viventi. È a questo che si lega anche il concetto di autopoiesi: il processo di continua autoproduzione e mantenimento dei propri componenti, la capacità dei sistemi di definirsi e mantenersi da sé. Sono queste abilità – autoregolazione e autopoiesi – a fare di un individuo sollecitato dagli urti del contesto un sistema resiliente, generando quella tensione creativa che spesso definiamo “innovazione”. Fondamentali competenze per allenare la resilienza sono allora l’ottimismo, la curiosità, la propensione e la visione positiva del cambiamento come opportunità, l’abilità di leggere nelle situazioni problematiche più opzioni possibili di soluzione. Possiamo dire che sviluppare la resilienza sia, di fatto, un’attività di design, di progettazione “in progress” (beta): saper guardare e riconoscere tutto ciò che ha prodotto valore in passato per trovare di conseguenza le modalità di comportamento e gli atteggiamenti più funzionali per non rompersi nel presente (o nel futuro) o, meglio, per rompersi ancora una volta ma con la capacità di recuperare e rimettere insieme i pezzi, anche in altre forme ma con la stessa consistenza. La formazione è quindi a pieno titolo una modalità per stimolare e allenare la resilienza: implementare cioè atteggiamenti che modificano le nostre abitudini, aiutandoci a fare analogie utili tra ambiti differenti e ampliando così lo spettro delle nostre competenze. Anche il coaching, focalizzandosi sull’obiettivo e sullo sviluppo della motivazione, aiuta la persona ad allargare la propria capacità di avere visione, di sfidare convinzioni limitanti, di riflettere su cosa sia realmente importante, di ottimizzare le risorse a disposizione per cogliere non solo le minacce ma, al contrario, le opportunità di una data situazione. Più un manager – attraverso formazione e coaching – allena quindi la resilienza, più potenzia le sue possibilità di azione (auto-motivazione costante), e più allena la sua squadra a non leggere le difficoltà come “caduta” ma come possibilità di crescita. È questa una nuova cultura d’impresa che produce valore concreto, e fa sì che si ottimizzi ogni momento facendo tesoro non solo delle best practice (utile, ma facile!) ma anche di tutte le situazioni non risolte in maniera felice. Resilienza, insomma, è testa e cuore. La testa per ricordare che in altre occasioni “ce l’abbiamo fatta”; il cuore per trovare il coraggio di non mollare, di non lasciare i cocci in un angolo, di rimetterli di nuovo insieme, con una strategia sempre più efficace, sperimentando strumenti nuovi, allenandosi. E resilienza è un percorso del “ME” che, però, non dobbiamo intraprendere in solitudine. Può aiutare sapere che altri ci sono riusciti, può aiutare lo storytelling di chi sa portarci dentro la sua storia senza protagonismo, come voce narrante, può aiutare il racconto degli “spot” della nostra vita nei quali siamo riusciti a rialzarci, più forti nonostante tutto. Per concludere: in questo contesto socio-economico che ci travolge a livello personale e professionale, minando il nostro “senso di sé’”, la resilienza è la capacità di trovare continuamente in noi nuovi equilibri tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che, nonostante tutto, vogliamo essere. Un’alchimia di passione e ragione, determinazione e coraggio, accettazione e visione.

Weconomy book

  •  Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato. 18955

    Thinking, connecting, cooperating, collaborating, swarming, empowering, democratizing, sharing: il futuro è già cambiato.

    Il primo mattone che ha dato il via al progetto Weconomy. Weconomy, L’economia riparte dal noi esplora i paradigmi e le opportunità dell’economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione. Grazie al mash-up di contributi internazionali e alla partecipazione di oltre 40 co-autori, Weconomy Book è un serbatoio di energia, pensieri, teorie, storie, pratiche e strumenti che ruotano attorno al tema del talento collettivo. Un incubatore informale e aperto al contributo di tutti, per immaginare, creare e continuare ad innovare il futuro dell’economia.

Magazine

  • UFO. Unidentified Future Organizations

    UFO. Unidentified Future Organizations

    Le organizzazioni sono diventate UFO: oggetti non identificati in trasformazione. Oggi abbiamo la possibilità di immaginare un futuro desiderabile per questo nuovo tipo di imprese, ibride distribuite. A partire dal nuovo ecosistema di relazioni e dai legami significativi tra persone, territori e comunità.

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    Trash. Sconfiggiamo la vendita-spazzatura

    In questo Quaderno indaghiamo le origini del trash. Che, per noi, nascono da quella vendita che non risolve problemi reali e concreti. L'antidoto è una vendita circolare e infinita, che trae il massimo vantaggio moltiplicando i punti di contatto con il Cliente, coinvolgendolo e generando una visione condivisa tra persone e organizzazioni.

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    Kill Skill: un non catalogo di competenze

    Non esistono skill “a prova di futuro”. Perché, quando parliamo di abilità e competenze, in realtà parliamo di sviluppo delle persone.

    In questo Quaderno abbiamo affrontato il tema delle skill dal punto di vista sistemico, per esplorare ciò che ispira e motiva a imparare, a praticare nuovi comportamenti e innesca percorsi evolutivi che connettono persone e organizzazioni.

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    Robot: l'automazione è collaborativa?

    R come Robot - Quali sono le possibili relazioni tra umani e tecnologia? Il tema è esplorato indagando in due sezioni le trasformazioni a livello sociale e aziendale. Una sezione dedicata alla mostra Posthuman (svoltasi durante la MDW 2017) conclude il quaderno. L'obiettivo di questo numero è quello di fornire spunti, quello di avviare un dialogo, di stimolare un'ulteriore esplorazione di diversi punti di vista.

  • Quid novi? Generazioni che collaborano

    Quid novi? Generazioni che collaborano

    Q come Quid Novi – Generazioni che collaborano. Il quaderno numero 11 di Weconomy si concentra sulla condivisione di luoghi, tempi e spazi da parte di diverse generazioni con mindset differenti e sulle trasformazioni che questa convivenza implica. Autori dalle età, competenze e mestieri diversi, per assicurare un punto di vista molteplice. Perché la collaborazione tra generazioni è un’opportunità.

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    POP Collaboration: Point Of Presence

    P come P.O.P. Collaboration. Il decimo quaderno descrive lo spettro di significati assunti dall’io nei processi di collaborazione. 12 autori dai background diversi si interrogano sul ruolo dell’individuo che si riprogramma e si trasforma (Hyperself) e che collabora in maniera diffusa e spontanea, essendo consapevole del ruolo degli altri io coinvolti (Integrated Self). L’io come particella fondamentale della collaborazione.

  • Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    Oops, Or, Ok: il paradosso della scelta continua

    O come OOPS, OR, OK. Il Quaderno 9 indaga il paradosso della scelta continua: tra i 14 autori che esplorano le tematiche legate al “prendere decisioni”, troviamo dall'astronauta, al medico, dal designer al community manager, tutte persone che lavorano in contesti in forte trasformazione. Perché di fronte alla scelta e alle opzioni, l’unica scelta veramente sbagliata è non scegliere.

  • Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

    Ne(x)twork: flow, amplified identity, common environment

    N come Ne(x)twork, neologismo che gioca sulle parole next, work e network. Il Quaderno 8 è dedicato al futuro del lavoro e alla necessità che questo sia connesso e condiviso in modo continuo. Una condivisione che porta alla creazione del Flow (Flusso) che l’Impresa collaborativa ha il bisogno di saper dirigere, coordinare, stimolare ed eventualmente modificare in itinere.

  • Management: Cross, Self, Content

    Management: Cross, Self, Content

    M come Management. Il settimo Quaderno esplora le mutevoli dinamiche e i cambiamenti che riguardano il mondo del Management: un racconto in tre atti di come intrecci tra universi diversi (Cross), propensione all’auto-organizzazione coordinata (SELF) e valorizzazione dei contenuti sull’offerta (Content) rappresentino le tre diverse dimensioni nelle quali l’Impresa collaborativa si sviluppa.

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    Local: Talent, Community, Making

    L di Local.Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.

  • Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

    Info, Indie, Inter: L’Innovazione rinnovata

    I come innovazione, che è prima di tutto unaa questione di valori (e di valore). E innovare il contenuto (Info), innovare l’attitudine (Indie), innovare la relazione (Inter) sono le tre possibili scelte di valore per le Imprese.

  • HR: Human (R)evolution

    HR: Human (R)evolution

    La “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiano”.

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    Empowerment, Feedback, Gamification: c’era una volta il Retail

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  • Design: (Re)shaping Business

    Design: (Re)shaping Business

    D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante l’evento Making Together.

  • Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro

    Il quaderno dedicato alle prime lettere dell’alfabeto per l’Impresa collaborativa: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo e un senso condiviso.