Le organizzazioni di successo dimostrano la capacità di condividere obiettivi di business attraverso processi di integrazione strategica di esigenze/obiettivi individuali, di quelli aziendali per definire vision, e della citizenship. Si lavora per creare equilibri virtuosi tra le forze convergenti e quelle divergenti che attraversano continuamente l’organizzazione e i gruppi di lavoro, rivelando sempre di più l’obsolescenza di leve storiche che miravano al singolo player, a favore di leve personalizzate mirate a premiare team di successo e co-leadership. I sistemi organizzativi sono esposti ad una tale complessità di input che ogni suo componente è messo a dura prova. Affidarsi alla guida di una sola persona diventa rischioso e trasforma il leader in un alchimista che, al servizio dell’organizzazione e del suo sistema di riferimento, trasforma processi di lavoro, servizi e prodotti, crea nuove relazioni integrando i contributi di tutti gli stakeholder in un processo di co-creazione… Considerando questi aspetti, il successo si realizza grazie a specifiche capacità di integrare del leader, il cui compito è di mettere insieme persone di grandi capacità per disegnare insieme a loro la strategia aziendale. Non più soldati fidati che realizzano le idee del “genio”, come dice Jim Collins, ma un team geniale da mettere insieme per prendere con questi le decisioni importanti, che segnano il destino dell’organizzazione. Un team che esiste con il suo leader, che esiste con il suo team. Un sistema estremamente vivace che produce insights, che co-identifica gli scopi dell’azienda integrando nei suoi fini quelli di tutti i suoi stakeholder. Integrare: − le informazioni che provengono dal campo, dai clienti, dai media, e cogliere i segnali deboli e i trend − best practice di diversi tipi di business, per sviluppare nuovi modelli di successo ed innovazione − le idee che provengono da tutti gli stakeholder al fine di costruire una sintesi che guidi l’organizzazione in una spirale virtuosa − le capacità e le abilità delle persone, perché possano più facilmente mettere la loro intelligenza e produttività a servizio dei team, dell’organizzazione e dei clienti − le proprie capacità con quelle degli altri, sviluppando un’autopoiesi capace di sostenere la trasformazione virtuosa dei processi, dei servizi e dei prodotti, e della stessa organizzazione − le esigenze e le aspettative di ogni individuo con quelle dell’organizzazione e della comunità di riferimento, mantenendo il focus sul business − gli interessi individuali e gli interessi corali, in un processo continuo. Per riuscire in questo passaggio epocale, la figura del leader condottiero e carismatico lascia il posto a quella di una persona semplice, uomo o donna che sia, consapevole della sua finitezza e vulnerabilità come singolo e della sua forza e capacità quando all’interno di un gruppo di pari. Una persona capace di essere di servizio per i propri colleghi e collaboratori, come l’allenatore di una squadra che lavora per creare le migliori condizioni per fargli esprimere la loro intelligenza nella realizzazione dei risultati.
We lead: integrare per rispondere alla complessità
Il successo si realizza grazie a specifiche capacità del leader. Ecco i punti da integrare.

Magazine
HR: Human (R)evolution
La “Rivoluzione dell’Impresa” che mette la persona al centro del suo futuro. Una rivoluzione che trasforma la Persona umana da risorsa ad “atleta, acrobata, artigiano”.
Articoli correlati
Siamo tutti con-dividui
Anche la biologia ci dice che siamo tutti condividui, frutto della interazione tra il nostro DNA e l’ambiente in cui viviamo. Serve un esercizio collettivo per invertire la rotta e assicurare il nostro benessere e quello delle generazioni future.
Coop: il cibo non è una commodity
Sostenibilità, format dei negozi e pricing. Come questi elementi si influenzano a vicenda nella strategia commerciale di Coop Italia
Flow: una definizione
L’impresa collaborativa collabora. Per far questo mette in atto una serie di processi e offre una varietà di strumenti per favorire lo scambio e la condivisione di informazioni e saperi al suo interno e al suo esterno, che disegnano la struttura portante del suo business.
Il retail deve ripartire da se stesso
La vendita e l’acquisto sono 2 punti di vista dello stesso processo. E in mezzo c’è un Cliente.
Walk on the Local Side
Nuovi equilibri tra Me e We, in una dimensione intermedia tra le due polarità.
Collaborazione: perché “esportarla” conviene
Flessibilità, apertura, orizzontalità e partecipazione sono gli ingredienti di una cultura organizzativa orientata all'innovazione.
La creatività tra industria, organizzazione, città e… generazioni
Il concetto di generazione è indissolubilmente legato non solo al tempo ma anche allo spazio. Nuove generazioni di spazi abilitano nuove generazioni di Imprese e di persone. Ne parla il Professor Mario Abis.