“Serving is the new selling”: la progettazione dell’unicità di un’impresa passa dal servizio, quel valore aggiunto immateriale che, quindi, non può essere copiato dai competitor ma diventa vantaggio concreto e “contundente”. Certo, la partita si gioca ancora sul cosa vendere, ma è sempre di più il come vendere che diventa campo di sperimentazione e innovazione, grazie al quale smarcarsi dalla concorrenza e mettere in campo relazioni efficaci, collaborative e ricche di contenuti per/con il proprio ecosistema. L’approccio strategico al servizio, quindi, crea da una parte nuove opportunità di business per l’impresa del fare, dall’altra genera valore reale per il Cliente, che deve rimanere l’unico punto di partenza per la progettazione. Il service design thinking abilita anche nell’immaginare e agire nuove forme di organizzazione d’impresa, con più “cerchi” e meno “celle”, con più alleanze e meno partnership, con più laboratori e meno silos.
Design: senso e servizio
L’approccio strategico al servizio crea nuove opportunità di business per l’impresa del fare e genera valore per il Cliente.

Magazine
Design: (Re)shaping Business
D come Design: aperto, social e collaborativo, a disposizione dell’Impresa per (ri)dare forma al business. Un quaderno che raccoglie e sviluppa spunti e contributi emersi durante l’evento Making Together.
Articoli correlati
Common Environment: una definizione
Gli ambienti digitali, fisici o ibridi, abilitano gli individui allo scambio e alla condivisione trasformando luoghi e strumenti in servizi per supportare e incrementare le dinamiche collaborative.
Wiki: Social Design
Per l’impresa, fare social design vuol dire progettare nuove relazioni, sistemi e processi allo scopo di migliorare lo scambio di valore tra tutti gli attori, per produrre un sistema di senso che aumenti la partecipazione e l’azione collettiva dentro e fuori l’organizzazione.
Wiki: Collaborative Design
Per l’impresa, fare collaborative design vuol dire ripensare la propria filiera in un’ottica di ecosistema allargato, che scavalchi i silos aziendali all’interno e che si apra al contributo di altri attori all’esterno, per poter così progettare esperienze più estese ed integrate per il cliente finale.
DOT di POLI.design – Un ecosistema in evoluzione continua
DOT nasce “per tutti” e, in un anno, impara a scegliere: diventa la community degli studenti che ne hanno davvero bisogno. Si riprogetta sul ciclo di vita – arrivo in Italia, vita a Milano, placement – e si fa fisico-digitale, porosa, concreta. I pivot diventano community manager: raccolgono bisogni, accendono relazioni, autoalimentano il sistema.
Auto-organizzazione: una disobbedienza che può andare a buon fine
Per i nuovi gruppi auto-organizzati c'è bisogno di un nuovo leader costruttore di contesti.
I 7 saperi per essere protagonista
Una cassetta degli attrezzi per conoscere il presente. Sette saperi indispensabili da saper utilizzare.