La cultura imprenditoriale italiana basata su tradizione, eccellenza e creatività vive oggi una fase di grande cambiamento. Per la crescita delle Imprese e dell’imprenditorialità non è più sufficiente focalizzare l’attenzione e le energie solo sulla propria realtà, sulla qualità intrinseca del prodotto e sui processi interni. Sviluppare una strategia “local” per le Imprese – un nuovo modello di marketing territoriale a valore aggiunto che, invece di “sfruttare”, generi opportunità condivise – richiede ascolto e collaborazione tra Impresa e Rete di Vendita e prima ancora un nuovo approccio della propria organizzazione. Unire la visione strategica e la conoscenza pratica della realtà è l’unico processo possibile per costruire una lettura e una forte sensibilità che interpreti le dinamiche del contesto, del territorio in cui Impresa e Rete di Vendita operano, e quindi dello scenario che il Cliente vive ogni giorno. La sfida principale delle Imprese (commerciali e non) del prossimo futuro è: come posso creare nuovo valore per il Cliente? La risposta: il prodotto, la qualità, la capacità artigianale oggi non bastano più. La crisi e il cambio di paradigma a cui abbiamo assistito negli ultimi anni ha portato il Cliente a cambiare profondamente la modalità di acquistare prodotti e servizi, ma soprattutto ha trasformato il significato dell’acquisto stesso, il concetto di valore. Oggi, perché il Cliente ci scelga, dobbiamo proporre nuove chiavi di lettura della nostra offerta (per esempio: risparmio di tempo, servizio on demand, vendita a pacchetti etc), dobbiamo essere in grado di raggiungere i nostri potenziali Clienti con contenuti personalizzati e specifici (per profilo cliente, per momento dell’anno e così via), dobbiamo saper individuare le occasioni migliori, spesso inedite, per innescare attenzione e invitare il Cliente a conoscerci (esempio: una manifestazione culturale), trovare aggregatori d’interesse (il sempre valido concetto di “club”?) e definire il più a lungo termine possibile sinergie commerciali e partnership. Si tratta di “making” perché non basta aspettare che il Cliente entri in negozio. “Choose your customers, choose your future” è una frase di Seth Godin che riassume lo spirito del retail moderno, più attento alla dimensione local. Un confronto fatto di strategia e proattività, azione e ritmo. E si tratta di “local” perché è questo elemento di partenza per la crescita del mondo retail, a livello di awareness, pedonalità e vendite. In sintesi: pensare creativo e agire pratico. Il marketing locale d’Impresa è un circolo virtuoso che valorizza il territorio e tutti gli stakeholders. 4 sono gli step fondamentali per l’accompagnamento dei nuovi “local makers”: – CONOSCI. Crea e condividi con la Rete un approccio strutturato: fai training e motiva le persone ad agire, coinvolgendole nel processo di brainstorming; – PROGETTA. Realizza strumenti “ready-to-go”: idee semplici, iniziative facili da personalizzare in base alle diverse situazioni, kit di strumenti velocemente implementabili; – REALIZZA. Sperimenta sul campo le idee con l’obiettivo di comprendere e monitorare i risultati; – METTI A FATTOR COMUNE. Sviluppa la condivisione delle best practice. Il territorio diventa così una “mappa” da leggere e interpretare attraverso il proprio business, ma anche il “campo” di sperimentazione in cui agire e da cui ripartire ogni volta; il territorio è il “perimetro” nel quale generare collaborazione, il nostro network da coltivare.
Da marketing territoriale a Local Making
“Choose your customers, choose your future” è la frase che riassume lo spirito del retail moderno.

Magazine
Local: Talent, Community, Making
L di Local. Un’occasione per riflettere e agire sulla (e dalla) dimensione collaborativa come combinazione di Talent, Community e Making. Con inserto dedicato alla quarta dimensione del Tempo con Timescapes.
Articoli correlati
Wiki: Indie
L’impresa collaborativa ha attitudine indipendente: ricerca e produce valore anzitutto all’interno di sé (vedi A di Auto) e seleziona secondo logiche di creatività, affinità e comunanza di scopo gli attori del proprio sistema relazionale.
Gestione (eco)sistemica. Navigare sperimentando. Destinazione? La bellezza
Il mondo è davvero più complesso, o siamo noi ad averlo reso complicato inseguendo certezze? Rimuovere le “lenti” e attraversare la confusione è parte della transizione. Si naviga con ascolto e sense-making: esperienze, micro-narrazioni, mappe, poi esperimenti dal campo e apprendimento dagli esiti inattesi. Per non scivolare nel caos servono valori come bussola. Nella Nuova Bauhaus Europea, la bellezza, con sostenibilità e inclusione, è qualità relazionale emergente che orienta l’azione.
Integrated Self
L'Integrated Self descrive quegli io che, collaborando in maniera diffusa e spontanea, sono consapevoli del ruolo degli io con i quali entrano in contatto e sfruttano questa consapevolezza per generare valore condiviso.
CoCo Swarovski – Le voci locali che potenziano la strategia globale
Dal sogno di un ecosistema unico per la retail community globale, Swarovski racconta il salto con CoCo ora: comunicazione coerente ma locale, contenuti “seamless” e feedback tra negozi e headquarter. Meno carta ed Excel, più efficienza e ricavi, con best practice che viaggiano tra mercati e culture.
Robotizzazione dei contenuti: la deficienza artificiale
L'automazione si sta diffondendo sempre più velocemente in sempre più campi. Ma siamo sicuri che non sia solo un'operazione di marketing? Ne parla Thomas Biallas.
Disegnare la disintermediazione
Il futuro farà a meno di molti, ma la vera sfida è il service design.
Dove tutto è iniziato
La storia di e-volution, la prima business community progettata da Logotel: un’intuizione trasformatasi in una delle piattaforme più longeve di sempre.