Dalla rivoluzione industriale – da che l’impresa è impresa – abbiamo sviluppato nel tempo due alibi che questo particolare periodo storico sta svelando in tutta la loro pericolosità. A livello personale, l’abitudine ad accettare sul lavoro i paradigmi delle gerarchie e delle procedure, senza chiederci il perché delle cose che facciamo, ci ha svuotato della curiosità, della capacità di osservazione, dell’intraprendenza che ci caratterizza come esseri umani. A livello organizzativo, il Verbo della crescita infinita che ha contraddistinto un secolo e mezzo di mercato – inteso nella sua globalità, al di là delle congiunture sfavorevoli in cui può essere via via incappato questo o quel sottomercato verticale – è stato il fondamento imprescindibile sul quale adagiare ogni nostro principio d’impresa. Questi alibi hanno retto, più o meno; ma solo fino all’altroieri. Oggi ci stiamo tutti (o forse non ancora tutti) rendendo conto che le cose non stanno più così. Da una parte, la velocità con cui il mondo cambia di giorno in giorno – anzi, di tweet in tweet – ha raggiunto un grado tale per cui solo chi è a stretto contatto con questa realtà così complessa può riuscire, se non a intercettarla, almeno a “starle dietro”. E questo qualcuno non è certo un management chiuso (in tutti i sensi) nei suoi uffici, bensì chi apertamente vive “nella strada”. Dall’altra, l’esubero di offerta rispetto alla domanda complessiva ha stravolto e negato l’idea di un mercato perennemente in crescita, nel quale ci si possa concedere il lusso di non prestare attenzione a come vengono spesi i budget aziendali. Non è più tempo di adattarci; per non sparire, con la presunzione che anche questa volta “ce la caveremo” senza rimetterci in discussione, occorre evolvere. Evolvere investendo sulle persone (tutte) che costituiscono l’organismo vivente delle nostre imprese: perché sono loro i neuroni più freschi e ricettivi del nostro cervello collettivo, sono loro i reali motori del cambiamento che possono e devono accendere nuove modalità di lavoro collaborative, auto-attivandosi ad osservare, a fare in prima persona, ad essere “umane”. Ed evolvere “facendoci la punta”, a quel cervello, per gestire la sopravvivenza alla complessità con rinnovata attenzione, coraggio e amore della diversità. Ovvero, quelle caratteristiche “soft” che, al di là dei prodotti o dei servizi che un’impresa può offrire, sono ciò che oggi può connotarla come davvero unica. (Ri)costruire il senso, il perché del nostro fare: è questo l’ABC del nostro futuro, è questa la Weconomy.
Weconomy = Making Sense
Giuliano Favini, AD Logotel, presenta il progetto Weconomy.

Magazine
Auto, Beta, CO: (Ri)scrivere il Futuro
Il quaderno dedicato alle prime lettere dell’alfabeto per l’Impresa collaborativa: A come Auto, B come Beta, C come Co. Perché la collaborazione è sì una necessità, ma funziona solo se c’è uno scopo e un senso condiviso.
Articoli correlati
We lead: integrare per rispondere alla complessità
Il successo si realizza grazie a specifiche capacità del leader. Ecco i punti da integrare.
Oops: una definizione
La scelta implica un momento di rottura rispetto allo status quo. Quindi è necessario giungere a dei momenti di realizzazione nei quali si mettono in discussione i vecchi mindset per generarne di nuovi e alternativi.
Allenare la resilienza. Un percorso Auto, Beta, Co
Questo pezzo ci accompagna nell’esplorazione delle ‘tecniche di resilienza’ per sopravvivere al contemporaneo.
Per un design differente. Pensare come un brand, agire come una comunità
Per affrontare la crisi climatica serve una terza via nel design, che unisca la semplicità delle brand experience con gli aspetti aspirazionali delle community experience. E dare forma a modelli di business per le organizzazioni, al servizio delle comunità.
Generazioni e Collaborazioni: un’intro
Le due Wiki del Quaderno #11 – Quid Novi? Generazioni che collaborano: Generazioni e Collaborazioni
I quattro pilastri della Sales Transformation
Una prospettiva sistemica che inquadra quattro elementi fondamentali per affrontare le trasformazioni nel mondo delle vendite: Persone, Tecnologia, Integrazione e Accelerazione
Startup = Condividere
Una condivisione totale è in grado di fare la differenza e rende permeabili all'innovazione.
Wiki: Inter
L’impresa collaborativa sa scalare in modalità smart: se o quando sceglie di internazionalizzarsi, lo fa con logiche di interculturalità ed interdisciplinarietà, rilocalizzandosi in dialogo con le diverse realtà culturali, sociali ed economiche del nuovo contesto in cui va ad operare.
Hai una grande azienda? Reinventala come (lean) startup
Come trasformare idee in progetti. Il collegamento tra una grande azienda e una piccola startup.