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Thinking, connecting, cooperating, collaborating, participating, peering, trusting, swarming, empowering, democratizing, futurizing, sharing: il futuro è già cambiato. Non occorrono altri segnali il XXI secolo è il secolo dell'impresa collaborativa.
Weconomy esplora i nuovi paradigmi e le nuove opportunità della nascente economia del Noi: più aperta, più partecipativa, più trasparente fatta di condivisione, reputazione e collaborazione.
Grazie al mash-up di contributi internazionali e alla partecipazione di oltre 40 co-autori (pensatori, imprenditori, sognatori, manager, giornalisti, designer), Weconomy è un serbatoio di energia, pensieri, teorie, storie, pratiche e strumenti che ruotano attorno al tema del talento collettivo.
Un incubatore informale e aperto al contributo di tutti, per immaginare, creare e innovare il futuro dell'economia.
core team>
- Gianluca AlderuccioArt Direction
- Lara AttraminiVideo Team
- Thomas BialasScenario Architect & Book Editor, Editing Direction
- Daniele CerraDigital Team
- Cristina FaviniProject & Content Manager
- Marina FerrariEditing Direction
- Roberto GeroliDigital Team
- Massimo LeonardiVideo Team
- Gianluca MoroniDigital Team
- Dario PaniaguaVisual Design Team
- Matteo PozziEditing Direction
- Fabio SecciDigital Team
- Daniele SormaniVisual Design Team
Gli autori>

Leandro Agrò
Interaction Designer e Innovation ManagerLe città intelligenti, usate spesso come manifesto del futuro prossimo, saranno l’apoteosi del WE. La loro intelligenza sarà quella dei cittadini in Rete insieme ai loro strumenti.

Laura Bartolini
Responsabile Formazione LogotelEssere o divenire imprese creative significa governare la creatività e gestire l’emergente libertà di spazio e di intervento delle persone, attraverso un approccio di up & down-framing continuo.

Roberto Battaglia
Responsabile Formazione Gruppo Intesa SanpaoloLe limitazioni sono una grande ricchezza per scatenare quella che chiamo l’immaginazione applicata. Quella dimensione che sta fra il sogno e la realizzazione compiuta.

Ellen Bermann
Consulente e attivista nell'ambito della sostenibilitàProgettiamo percorsi di resilienza che possano individuare dove siamo più vulnerabili, insegnarci nuovamente a collaborare, convivere e progettare la nostra comunità.

Thomas Bialas
FuturistLa weconomy non è, parafrasando Clausewitz, la continuazione del comunismo con altri mezzi, ma la dissoluzione della dicotomia capitalismo vs comunismo. Nella weconomy c’è più individualismo e più collettivismo. Suona come un ossimoro, ma solo per orecchie vecchie e sorde alla metamorfosi (digitale) in corso.

Franco Bolelli
Filosofo popIl WE di adesso è estremamente diverso dal WE delle tradizionali appartenenze identitarie: (…) un WE potenzialmente infinito e performativamente istantaneo, come un vero enzimatico organismo vivente.

Roberto Bonzio
Giornalista ReutersInterazione e condivisione sono le parole d’ordine per guardare oggi al domani (…) nella convinzione che, con WE, il pensiero libero dagli stereotipi non serva solo a innovare o a far marciare un’azienda, ma anche a essere cittadini migliori.

Stefano Bottura
Designer, Art Director, Direttore di Rockit e ideatore del MI AMI FestivalCi vogliono forme nuove, significati profondi e potenti da trasmettere e condividere, onestà e sincerità. E diffidare sempre del potere e dell’autorità costituita. In tre parole: mettere in discussione, sempre.

Michele Corcione
Responsabile Sales Channel Management Telecom Italia BusinessIl WE è la forza capace di interpretare le dinamiche, dando senso, presente e futuro, ai numeri principali; il WE consente all'azienda di superare strategie distributive teoriche.

Mario Cucinella
ArchitettoLa combinazione tra nuove tecnologie, sistemi industrializzati più flessibili, una comprensione più ampia del tessuto sociale e l’attenzione all’efficienza energetica disegnano un nuovo scenario: quello di una filiera organica delle costruzioni.

Luca De Biase
Responsabile Nòva24Già assistiamo a salti antropologici molto significativi: si direbbe, per esempio, che Internet nel suo insieme favorisca l'orientamento alla continua ricerca di innovazioni, sottolineando con la sua stessa morfologia l'enorme insieme di opportunità che offre.

Nevio Di Giusto
AD Centro Ricerche FiatDisponibilità al dialogo, rispetto reciproco delle professionalità (il cuore del cosiddetto “lavorare in team”), curiosità e capacità di abbattere i limiti esistenti e di trasformare i vincoli in opportunità, coraggio: queste le caratteristiche dell’innovatore-tipo.

Cristina Favini
Responsabile Sales Design LogotelL’innovazione è un atto che coinvolge tutti gli attori dell’impresa-avventura (…), è un processo collettivo da accompagnare con coraggio in tutte le sue fasi, trasformando, se necessario, anche la stessa organizzazione. Questo approccio ha una forma e un nome preciso: “WE design process”.

Giuliano Favini
AD LogotelL’impresa del futuro è un’impresa che democratizza i processi gestionali. Si basa sulla co-progettazione. Coinvolge Clienti, dipendenti, fornitori, concorrenti. Il futuro ci chiede di stimolare e governare la circolazione di questo talento collettivo.

Nicola Favini
DG LogotelImmaginare richiede di osare, individuare nuovi scenari, dare forma al futuro, fare il design del futuro. Il futuro è della impresa che immagina collettivamente.

Andrea Fontana
Esperto di corporate storytellingQuella che fa storytelling è un’impresa sensibile che non vuole solo essere attenta alla share of wallet, ma anche e soprattutto desidera conquistare lo share of heart, una quota di spazio nella memoria affettiva dei propri interlocutori fuori e dentro di sé.

Josephine Green
FuturistStiamo passando dalla “technomarket era”, che ha caratterizzato il XX secolo, alla “social-ecological era” che caratterizzerà il XXI secolo.

Andreas Haderlein
FuturistSocial commerce non è un trend pompato o una montatura dei media che scadrà a breve. È piuttosto un modus operandi che ha già trasformato in profondità la cultura dei consumatori.

Carlo Infante
Libero Docente di Performing Media e Managing Director di Urban ExperienceIl geoblogging è una pratica emblematica per scrivere “storie sulle geografie”, dando forma ai flussi della mobilità, creando un ulteriore format partecipativo secondo i principi del Web 2.0.

Nicola Lanzetta
Sales Director EnelPer la rete degli stakeholders, la soluzione è quella di realizzare per ognuno un luogo di incontro dedicato, dove poter discutere con l’azienda e, soprattutto, condividere linguaggi ed esperienze.

Roberto La Rosa
Direttore Ipermercato Auchan MestreIl progetto di remodelling dell’ipermercato Auchan di Mestre è stato il primo caso in Italia (l’idea risale al 2004) di applicazione delle logiche bottom-up tipiche del mondo community in un ambito retail.

Vincenzo Linarello
Attivista e Presidente del Consorzio Sociale GoelNon si può affrontare il sistema della 'ndrangheta come singoli o con una cooperativa, perché questo macinerebbe e stritolerebbe tutti: lo si deve affrontare con un altro sistema.

Pier Luigi Luisi
Biologo, biochimico e fondatore della Settimana Internazionale di CortonaSarebbe importante armonizzare le “forze-guida” della scienza e della spiritualità per arrivare a creare scienziati che, rimanendo altamente professionali, abbiano anche una visione più olistica del mondo.

Luigi Macchiola
DG Monte dei Paschi di Siena Leasing & FactoringCredo fermamente nell'innovazione del “sentire”. Far emergere nelle persone un concreto orgoglio di affermazione aziendale. Mettere insieme soggetti eterogenei (...) e lasciare loro la totale libertà di confronto.

Guido Martinetti
Co-fondatore con Federico Grom della catena di gelaterie GromC’è una terza dimensione del WE nella nostra esperienza: la natura. Il mondo è uno solo, e ce lo stiamo mangiando da sotto i piedi giorno dopo giorno. (...) È venuto il momento di smettere di parlarne e di iniziare a fare.

Alberto Masetti-Zannini
Co-fondatore con Nicolò Borghi e Federica Scaringella di The Hub MilanoStanno apparendo nuove figure, che riescono a mescolare la passione di un “attivista umanitario” con il pragmatismo di un imprenditore. Nelle loro teste e nelle loro mani sono racchiuse molte delle risposte che stiamo cercando per costruire un futuro migliore. In inglese li chiamiamo “social entrepreneurs”.

Klaus Æ. Mogensen
FuturistL'anarconomy sfida e mina i modelli di business consolidati da secoli. Nuovi modelli sono all’orizzonte. In futuro l’anarconomy si muoverà dal mondo virtuale per contaminare radicalmente l’economia del mondo fisico.

Francesco Morace
SociologoL’espressione “WE Imagine” racchiude un messaggio importante: un futuro potrà essere immaginato solo insieme, all’insegna di valori universali e intramontabili come bellezza e verità.

Salvatore Nappi
Responsabile Pre-Sales Telecom Italia BusinessOra le imprese si devono domandare prima di tutto “Come convincerò un potenziale Cliente a spendere tempo per ascoltare proprio me?”. Il focus si sposta sul “customer catching”.

Paolo Odolini
Imprenditore Gruppo Italmark con Alessandro, Riccardo, Marco e Alberto OdoliniSe interpellato, il territorio risponde con entusiasmo e creatività alle iniziative, dimostrando che dare spazio alle idee delle persone è, in fondo, l’idea migliore che ci sia.

Elena Pacenti
Architetto, Designer, Direttore Service Design Domus AcademyLa prima rivoluzione arriva con l’inclusione dell’utente nel processo: (…) si assiste alla nascita di approcci partecipativi (participatory design) che tentano di colmare la distanza tra le funzionalità del sistema e le pratiche sociali che queste dovrebbero supportare.

Marco Rottigni
Responsabile Direzione Mid Corporate Intesa SanpaoloIl WE è un posto dove non puoi nasconderti. Al contrario, è qui che si mette la faccia (e la testa, e il cuore), si diventa protagonisti, si creano e si colgono opportunità. È un luogo etico, senza alibi, un paesaggio di responsabilità collettiva.

Luigi Rubinelli
Direttore Responsabile Mark Up (Il Sole 24 Ore)Il mercato, l'economia non saranno mai governati dal popolo, ma la partecipazione dei consumatori alle azioni, grandi e piccole, delle imprese rende possibile l'uso e l'avvicinamento di due termini apparentemente antitetici: mercato democratico.

Enzo Rullani
Professore di Economia della Conoscenza, Direttore t.Lab CFMTLa weconomy non è un’onda che sommerge le differenze tra persone, luoghi, storie e racconti, ma che le intreccia in un circuito pulsante capace di combinare le tre forze produttive che daranno forma al nostro futuro: il senso, il legame e il valore.

Francesco Zurlo
Direttore del Master in Design Strategico Politecnico di MilanoUn nodo WE è quello del clima generale in cui opera la comunità. Clima è percezione, sentimenti diffusi, aspettative: non c’è “discorso progettuale” senza un ragionevole ottimismo, una profezia credibile. (…) È necessario lavorare sul “senso”.


